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L’ORTICELLO DELLE LUMACHE |


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“Lumache Italiane” |
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B&B MARUCOLE: lumache buone buone! |
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Le origini di San Rufo non sono certe, spesso contrastanti e prive di fondamento. Secondo alcuni, egli sorse contemporaneamente agli altri paesi del Vallo alla fine dell’epoca romana ad opera del popolo atinate, particolarmente fiorente all’epoca. Per altri, San Rufo, fu fondato dai pollesi verso l’anno mille. Sembrerebbero più fondate le notizie dello storico sanrufese Paolo Eterni, secondo cui il nostro paese fu edificato da Gabello Pellegrino (natio di Capua ma residente a Teggiano) in onore di San Rufo, terzo Vescovo di Capua, alla fine del 1200. Venne poi ingrandito dal popolo di Diano. Ma le stesse sono smentite da alcune Antiche carte nell’Archivio parrocchiale che anticipano di almeno 4 secoli la nascita di San Rufo o perlomeno già nel 900 cera la certa presenza di un cospicuo nucleo abitato, arroccato sulle nostre colline. E forse il nobile Gabello Pellegrino, nel 1200, contribuì ad organizzare ed ingrandire il nostro Casale, dandogli particolari ordinamenti giuridici, trasformandolo da Casale indifeso di agricoltori e pastori qual’era, in un vero e proprio “oppidum”. Inoltre, Gabello, per devozione al Santo di Capua III Vescovo della città, portò qui la devozione ed una reliquia del Santo Rufo, che si è conservata in una pregiata teca a forma di braccio sino a mezzo secolo fa. E da ciò, forse, venne considerato come fondatore di San Rufo a cui diede anche il nome. Rufo, che diede il nome al paese, nacque da nobile ed antica famiglia romana tra il 30-35 d.C. Giovanissimo abbracciò la carriera delle armi ma grazie ad un miracolo alla sua figlia Rufina, abbandonò il paganesimo e si fece battezzare. Si fece notare per il suo carattere adamantino e per la sua dedizione all’esaltante ideale del Nazareno, fu chiamato da tutti a succedere al Vescovo Sinòto, svolgendo in quella città un magnifico apostolato di carità, di predicazione, di esempio. Martire a causa della persecuzione di Domiziano (81-96 d.C.), ricevette la palma del martirio il 12 agosto dell’83 d.C. La sua festa si celebra il 27 agosto, giorno in cui il suo culto fu ufficialmente approvato. Le sue ossa riposano sotto la Basilica di S.Maria delle Grazie, presso l’antico Anfiteatro, a Capua. La statua in legno del Santo risale ai primi anni del 1700. Il paese fu casale di Diano, e divenne feudo dei Pellegrino fino al '600, per poi passare alle famiglie Rinaldi e Laviano. Il territorio di San Rufo è molto interessante dal punto di vista archeologico. Purtroppo si è salvato poco del patrimonio artistico della città, ma dell'antica struttura rimangono alcuni interessanti edifici del 600 e 700 con portali in pietra, e si possono ammirare i ruderi dell'antico castello. ...Ed in questa vallata stupenda, ammantata di verde perenne, inondata di sole, ebbra di azzurro e ricca di aria pura e fresca, con un panorama incomparabilmente vario e sorprendente, San Rufo occupa innegabilmente un posto invidiabile, per cui a ragione cantava il nostro massimo poeta locale: “San Rufo mia, aria gentile, beato chi ci viene ad abitare!...” (Nicola Marmo,1838-1904) |
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Visto dall’alto |
Prese il nome da Rufo, III Vescovo di Capua... |
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Protettore dei postini |



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Visto da una collina |